Stefano Simeone e la nascita di Ogni Piccolo Pezzo

simeone

Non ho ancora letto il libro, da quando è stato stampato.

Non perché temo che non mi piacerà, nemmeno per evitare un autocompiacimento o un’autocommiserazione.

Lo sto lasciando riposare, per un po’.

Tra qualche mese, probabilmente, lo aprirò, scorrerò le pagine e, se un angolo della bocca si curverà a mo’ di sorrisetto idiota, allora saprò che fare questo libro era la cosa giusta da fare in quel momento, ma che probabilmente non lo rifarei.

Quando scrivo e disegno un libro, compio un’analisi. Su me stesso, ovviamente, e sulle tematiche che voglio trattare. Sul perché mi va di trattare quegli argomenti. Credo che il fumetto sia semplicemente la forma di espressione che mi è più congeniale, quindi “parlo” facendo i fumetti. Chi mi conosce di persona, sa benissimo che non riesco ad esprimermi verbalmente nello stesso modo, con la stessa delicatezza, con lo stesso ritmo che uso nelle pagine che disegno.

Prendo in prestito un linguaggio con il quale, per il momento, mi trovo bene, e lo uso per farmi capire.

Ogni Piccolo Pezzo altro non è che la riflessione su alcuni temi: la fugacità, l’abbandono, il tempo e i luoghi che ci separano ma che sono e rimarranno fondamentali, almeno nei ricordi. O magari no.

In mezzo a tutto questo, ci sono dei personaggi che vivono, fanno delle cose, esaltanti o meno, vorrebbero essere ciò che sono oppure somigliare ai personaggi dei blockbuster.

Diego, Sienna, Mauro, Alessandro, Xavier, Rose e Franco si muovono, a volte in modo banale e insignificante, a volte in uno che potrebbe scuotere le loro vite. Tuttavia, le reazioni, le risposte a questi avvenimenti spesso sono casuali.

Alcune delle cose enormi che avvengono restano lì, in disparte, sembra non cambino l’ordine degli eventi come dovrebbero.

Al contrario, una folata di vento e un uccello che passa per caso portano ai protagonisti del libro dei ricordi, delle sensazioni ingarbugliate, impossibili e difficili da spiegare. Tanti piccoli pezzi che compongono quello che sono e quello che fanno.

Così, magari, i personaggi prendono una decisione diversa, magari restano fuori da un pub anche se piove, o scoprono una stanza segreta. E crescono, o almeno cambiano.

E questo cambiamento, a sua volta, potrà essere epocale o meno.

E così via.

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