Di cosa parliamo quando parliamo di proposal (o anche: come inviarci il vostro progetto)

La mail generica di una casa editrice è sempre bollente. Per noi è dove riceviamo progetti e proposal dagli autori. Ci sono autori che hanno iniziato a collaborare con noi proprio in questo modo, come Alberto Madrigal: la sua prima graphic novel, Un lavoro vero, è arrivata nella nostra casella di posta un pomeriggio di marzo e ce ne siamo subito innamorati. Altre volte ci è capitato di ricevere mail poco chiare; per questo ho deciso di scrivere una piccola guida per migliorare la giornata di chi questa casella la controlla puntualmente.

La prima grande regola per presentare un progetto a una casa editrice è quella di dare un’occhiata al catalogo. Per esempio, se volete proporvi per la collana di questo blog, Le città viste dall’alto, non provate a mandarci la proposta di un fumetto seriale in stile manga con una storia lunga almeno cinquanta numeri con inserti di fotoromanzo. Pensiamo che i tre libri in uscita quest’anno per la collana possano dare un’idea abbastanza completa di quello che vogliamo proporre al pubblico con Le città viste dall’alto. Sono storie in cui l’ambiente ha un ruolo importante, non necessariamente autobiografiche, ma devono essere cose che l’autore ha voglia di raccontare e di mostrare al pubblico, con il cuore. Può sembrare una cosa scontata; non è così. Basta dare una sfogliata, anche virtuale, a quello che è già uscito e a quello che abbiamo previsto per capire se vi sentite adatti alla nostra linea editoriale o meno.

Quando un editor riceve il vostro progetto deve avere la sensazione che sia stato mandato con giudizio e cognizione di causa, non a cento indirizzi mail scelti a caso da un furetto bendato. Nessuno pretende di essere l’unico a vedere il vostro proposal, ma questo non vuol dire che potete mandarlo con una mail che ha quaranta indirizzi mail. In chiaro. E anche il tasto Inoltra non vi è amico come pensate, soprattutto se vi dimenticate di cancellare l’indirizzo cui l’avete mandato cinque secondi prima. Visto tutto il tempo e il cuore che avete dedicato a preparare il vostro dossier per poter vedere il vostro libro nelle librerie italiane, dedicate un’ora in più a preparare per bene gli invii agli editori. Non ve ne pentirete.

Una qualità essenziale? La gentilezza. Esprimersi con garbo nelle poche righe di presentazione è un ottimo biglietto da visita e spronerà chi vi sta leggendo a guardare il resto del materiale. Quando acquisiamo un’opera, non stiamo pensando solo a un libro da pubblicare, ma soprattutto a proporre al pubblico un autore con cui dovremo condividere sia tutta la realizzazione del suo lavoro che diverso tempo a fiere e presentazioni. Insomma dare l’idea di essere una persona gradevole è sicuramente un più nella scheda di valutazione, lo facciamo per la reciproca serenità! Abbiate fiducia nei vostri referenti, magari informatevi un po’ sulle case editrici per evitare la paura di vedersi rubate le proprie idee.

In breve, cosa ci piace ricevere per poter visionare un progetto:

PRESENTAZIONE – Qualche riga su di voi, se siete esordienti o se avete già pubblicato. Magari il perché avete deciso di scriverci e di presentarci proprio questo progetto. Un italiano corretto non è opzionale.

SINOSSI – Basta una paginetta concisa ma chiara che spieghi la storia. Non è una serie televisiva in corso, quindi non abbiate paura di fare spoiler o di raccontare il finale, anzi, dateci un’idea il più completa possibile di quello che volete raccontare.

QUALCHE TAVOLA – Abbiamo bisogno di un’idea di come vi immaginate la storia e di come volete impostarla. Ovviamente se scegliete pagine più d’atmosfera, un paio di bozzetti in più con le sembianze dei personaggi principali sono davvero ben accette. Pensate che il materiale sia troppo pesante? Wetransfer non morde. Giuro.

STATO DI LAVORAZIONE – Direi che è abbastanza chiaro: a che punto è la storia?

Cosa non fare? O anche: Una cosa divertente che non vorrei vedere mai più.

Fogli a quadretti spiegazzati con dei Naruto ricalcati sopra.

Disegni di graffiti del vostro nome.

Scrivere una mail a settimana per avere una risposta. Riceviamo tantissimi progetti ogni giorno e cerchiamo di rispondere a tutti con appunti su quello che ci avete mandato. Ma serve tempo per farlo! Questo ovviamente vale anche per telefonate e richieste di incontri in redazione.

Niente storie brevi, solitamente non facciamo antologie quindi è inutile ricevere una storia di 20 pagine. Stesso discorso per le serie da edicola, non è il nostro campo. E anche per quelle pensate per il mercato francese (cit.), il formato da 46 pagine, da noi, è molto difficile. Esordire con ho scritto un romanzo di otto milioni di pagine e secondo me sarebbe perfetto anche per essere un fumetto non è invogliante, a meno che non siate David Foster Wallace e il vostro amico Mazzucchelli si sia dimostrato TANTO interessato a trasporlo a fumetti!

Non siamo alla ricerca di illustratori o sceneggiatori, i romanzi grafici che pubblichiamo sono opere degli autori, non cerchiamo progetti che necessitino di trovare l’altra metà di un team creativo.

I progetti multimediali sono spesso fallimentari o, meglio, solitamente non sono un plus. La cassetta con un bambino che legge una parola sì e una parola no della parte testuale del vostro libro NON è un progetto multimediale.

Siate lettori, pensate a quello che vi piace avere tra le mani, alle storie che vi hanno appassionato e credete nel vostro progetto. E se siete sopravvissuti a questo lungo post, la mail a cui fare riferimento è: chiedi@baopublishing.it.

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2 risposte a Di cosa parliamo quando parliamo di proposal (o anche: come inviarci il vostro progetto)

  1. Michela ha detto:

    E un indirizzo email a cui inviare il proprio CV? 🙂

  2. Pingback: Le città viste dall'alto: l’intervista di BadComics.it a Caterina Marietti e Leonardo Favia - BadComics.it

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